Gli alberi secchi
martedì 22 dicembre 2009 alle 10:15 - scritto da: dnnl
nella categoria: Donne che corrono con i lupi
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(medio Ori­ente)

alberi secchi C’era una volta una crea­tura alla quale il pes­simo carat­tere aveva provo­cato dif­fi­coltà enormi e la perdita dei buoni amici. Si avvicinò a un vec­chio sag­gio cop­erto di stracci e gli domandò: “Come potrò rius­cire a tenere sotto con­trollo questo demone della rab­bia?”. Il vec­chio gli con­sigliò di rag­giun­gere una lon­tana oasi riarsa nel deserto, di sedere tra gli alberi sec­chi e di rac­cogliere l’acqua salmas­tra per i viag­gia­tori di passaggio.

E l’uomo, nel ten­ta­tivo di vin­cere la sua collera, andò nel deserto fino al posto degli alberi sec­chi. Per mesi rac­colse l’acqua salmas­tra e la offrì a tutti quelli che pas­sa­vano. Trascorsero gli anni, e non sof­friva più di accessi di collera

Un giorno arrivò all’oasi uno scuro cav­a­liere, e lan­ciò un’occhiata altez­zosa all’uomo che gli offriva l’acqua. Il cav­a­liere dis­prezzò l’acqua tor­bida, la rifi­utò e riprese a cav­al­care. L’uomo che offriva l’acqua andò subito in collera, tanto da essere acce­cato, e afferrò il cav­a­liere, lo tirò giù dal suo cam­mello e lo uccise. Imme­di­ata­mente con dolore com­p­rese di essere stato con­sumato dalla collera. Ed ecco cosa accadde poi.

D’improvviso un altro cav­a­liere arrivò al galoppo. Guardò il volto del morto ed esclamò: Allah sia ringrazi­ato! Hai ucciso l’uomo che stava andando ad assas­sinare il re!” e in quel momento l’acqua tor­bida dell’oasi si fece limp­ida e dolce e gli alberi sec­chi diven­tarono verdi e si rico­prirono di gemme.

alberi secchi

La giusta collera: porg­ere l’altra guan­cia è cosa da soppe­sare con molta cura. Arrivano momenti in cui è d’obbligo lib­er­are una rab­bia che scuota i cieli. Occorre per questo scegliere il momento giusto, la collera non va scate­nata in modo indiscriminato.

Dare la vita è un impulso innato nella mag­gior parte delle donne, ma c’è il momento della collera giusta, della rab­bia giusta.

In genere le donne riescono a per­cepire il min­imo cam­bi­a­mento di umore negli altri, sanno leg­gere sui volti e sui corpi e spesso in pic­coli indizi che le fanno capire cosa avviene nella mente degli altri. Per usare tutte queste doti sel­vagge, le donne restano aperte a tutto. Ma questa aper­tura rende i loro con­fini vul­ner­a­bili, espo­nen­dole alle ferite dello spirito.

Una donna può avere den­tro di sé una rab­bia dif­fusa che la costringe a scav­are, o a essere fredda, può pie­gare alla sua volontà col­oro che da lei dipen­dono, pri­varli del suo affetto, può negare una lode o la fidu­cia, agire da per­sona il cui istinto è molto fer­ito. Molte donne così afflitte cer­cano di non essere più mes­chine, di mostrarsi più gen­erose. Ma questo non dura, è nec­es­sario sapere quando lib­er­are una giusta collera e quando no. La collera giusta è un diritto, e in alcuni casi un dovere morale.




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