Manawee
martedì 22 dicembre 2009 alle 07:28 - scritto da: dnnl
nella categoria: Donne che corrono con i lupi
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(sto­ria afro-americana)

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MANAWEE (sto­ria afro-americana)

C’era una volta un uomo che corteggiava due sorelle gemelle. Ma il loro padre gli disse: “Non potrai averle in moglie finchè non ne indovin­erai i nomi”. Man­awee provava ma non rius­civa ad indov­inare i nomi delle due sorelle. Il padre delle gio­vani scuoteva il capo e ogni volta lo man­dava via.

Un giorno Man­awee portò con sé il suo cagno­lino, il quale si avvide che una sorella era più graziosa e l’altra più dolce. Sebbene nes­suna delle due possedesse tutte le virtù, al cagno­lino piace­vano moltissimo per­ché gli diedero delle lec­cornie e gli sor­ris­ero guardan­dolo negli occhi.

Anche quel giorno Man­awee non riuscì a indov­inare i nomi delle gio­vani, e se ne tornò tris­te­mente a casa. Ma il cagno­lino tornò cor­rendo alla capanna delle gio­vani. Pog­giò l’orecchio con­tro un muro e udì le ragazze che dice­vano tra di loro quanto era bello e vir­ile Man­awee. Intanto si chia­ma­vano per nome, e il cagno­lino udì e corse più velo­ce­mente pos­si­bile per riferire tutto al suo padrone.

Ma accanto al sen­tiero un leone aveva las­ci­ato un grosso osso con un bel po’ di carne;

il cagno­lino ne sentì imme­di­ata­mente l’odore, e senza pen­sarci un attimo si gettò nella giusta direzione. Con enorme piacere divorò la carne e leccò l’osso finchè non ebbe alcun odore. Oh! Il cagno­lino d’improvviso si ricordò della mis­sione incom­pi­uta, ma purtroppo nel frat­tempo aveva dimen­ti­cato i nomi delle giovani.

Di nuovo corse alla capanna, e questa volta era notte e le gio­vani si ungevano l’un l’altra brac­cia e gambe, preparan­dosi forse a una cer­i­mo­nia. Di nuovo il cagno­lino le udì chia­marsi per nome. Fece un salto per la felic­ità e riprese la corsa verso la capanna di Man­awee, ma dai cespugli venne un odore di noce moscata. Non c’era nulla al mondo che il cagno­lino amasse più della noce moscata. Subito deviò in quella direzione e trovò una bella torta ai man­darini cinesi messa a raf­fred­dare su un ceppo. Men­tre trot­terellava verso casa con la pan­cia piena, cercò di ram­men­tarsi i nomi delle gio­vani, ma ancora una volta li aveva dimenticati.

Così il cagno­lino tornò di corsa alla capanna, e questa volta le due sorelle si sta­vano preparando per le nozze. E quando le sorelle si chia­marono per nome, il cagno­lino si ficcò i loro nomi in testa e corse via a tutta veloc­ità dal suo padrone. Ma il cagno­lino fu colto di sor­presa da un estra­neo tutto nero che sbucò dalle siepi e lo afferrò per la col­lot­tola e lo scosse così bru­tal­mente che quasi gli cas­cava la coda. E lo straniero con­tin­u­ava a urlare: “Dimmi quei nomi! I nomi delle due gio­vani, così le vin­cerò”. Il cagno­lino temeva di svenire, ma lottò cor­ag­giosa­mente, alla fine morse il gigan­tesco straniero tra le dita, e i suoi den­tini pungevano come vespe. Lo straniero si buttò tra i cespugli con il cagno­lino che gli spen­zolava dalla mano. Così lo straniero si diede alla fuga gemendo e lamen­tan­dosi. E il cagno­lino, un po’ cor­rendo e un po’ zop­pi­cando, riprese la strada per rag­giun­gere Manawee.

Sebbene san­guinasse e gli dolessero le mandi­bole i nomi delle gio­vani erano ben chiari nella sua mente. Man­awee gli lavò le ferite e il cagno­lino gli rac­contò tutta la sto­ria e gli disse i nomi delle due sorelle. Man­awee corse dunque al vil­lag­gio delle gio­vani por­tan­dosi sulle spalle il cagnolino.

Quando Man­awee arrivò dal padre con i nomi, le gemelle lo ricevet­tero ves­tite di tutto punto: non ave­vano mai smesso di aspettarlo.

manaweeSe le donne vogliono davvero farsi conoscere dagli uomini, devono indot­tri­narli nella conoscenza pro­fonda. Alcune dicono di essere stanche, ma forse hanno cer­cato di inseg­nare a un uomo a cui non inter­essa affatto imparare.

La duplice natura delle donne. Per con­quistare il cuore di una donna sel­vaggia un com­pagno deve com­pren­derne la nat­u­rale dual­ità. Qui si parla di due potenti forze fem­minili in una stessa donna. Per risol­vere il mis­tero Man­awee deve ricor­rere al suo io istin­tuale — l’io-cane.
Un essere esterno e una crea­tura inte­ri­ore. L’essere esterno vive alla luce del giorno ed è facile osser­varlo, è spesso prag­matico, accul­tur­ato e molto umano. La crea­tura spesso sale in super­fi­cie arrivando da molto lon­tano, las­ciando sem­pre dietro una sen­sazione. Quando un lato è più freddo, l’altro è più caldo; uno può essere solare, l’altro agrodolce e med­itabondo.

Il potere dei due. Se una donna favorisce o nasconde troppo un lato, vive una vita mal equi­li­brata, che non le con­sente l’accesso al suo pieno potere. Occorre svilup­pare entrambi i lati.
I due lati della natura duale, se tenuti insieme nella con­sapev­olezza, hanno un potere tremendo e non pos­sono essere spez­zati.
Anche Man­awee ha una duplice natura: la sua natura umana, sebbene dolce e affet­tu­osa non basta per vin­cere. E’ la sua natura can­ina, istin­tuale, che ha la capac­ità di insin­uarsi nelle vic­i­nanze delle donne sel­vagge.

Il potere del nome. Man­awee vuole sapere il nome delle sorelle non per impadronirsi del loro potere, ma per con­quistare un suo potere pari a loro. Se siamo inter­es­sati a sco­prire i nomi siamo sulla strada giusta. Le donne spesso desider­ano folle­mente un com­pagno che con­tinui a cer­care di com­pren­dere la loro natura pro­fonda. La donna che trova un com­pagno così gli resta fedele e lo ama per tutta la vita.
Dice il padre: non puoi com­pren­dere i mis­teri fem­minili solo ponendo domande. Devi darti da fare, fati­care.

La tenace natura can­ina. I cani sono gen­er­a­tori di rap­porto, è l’altro lato della natura dual­is­tica maschile. E’ la natura capace di conoscere la natura sel­vaggia delle donne.

L’appetito sedut­tivo. Spesso ci si las­cia dis­trarre da piac­eri di vario genere e vi si resta intrap­po­lati. Anche il cagno­lino è dis­tratto dai suoi appetiti. Le dis­trazioni dell’appetito inter­feriscono con il processo pri­mario. E’ nec­es­sario trat­tenere la conoscenza nella con­sapev­olezza senza farci dis­trarre, ricor­dare il vero com­pito. Nella psiche di ognuno ci sono ele­menti tor­tu­osi, ingan­nevoli, deliziosi. Sono ele­menti anti­con­sapev­olezza: pros­per­ano man­te­nendo le cose oscure ed ecc­i­tanti.

La con­quista della fierezza. La psiche sceglie la pri­or­ità e riesce a con­cen­trarsi, ora è decisa. Ma ecco che una cosa nera d’improvviso assale il cagno­lino, per lui il fem­minino è una pro­pri­età da vin­cere e nulla più. Lo straniero può essere una crea­tura reale del mondo esterno o un com­p­lesso neg­a­tivo inte­ri­ore. Gli effetti dev­as­tanti sono gli stessi. Il cagno­lino lotta per con­ser­vare i nomi. Met­tere il potere nelle mani giuste è impor­tante quanto trovare i nomi.

La donna inte­ri­ore. Se una donna vuole un com­pagno sen­si­bile deve riv­e­largli il seg­reto della dual­ità fem­minile. Deve par­largli della donna inte­ri­ore, che insieme a sé fa due. Lo farà inseg­nando due domande che la faranno sen­tire guar­data, ascoltata, conosci­uta: “Che cosa vuoi?”, “Che cosa desidera il tuo io più pro­fondo?”. Per amare una donna, il com­pagno deve amarne anche la natura sel­vaggia.. l’amante più prezioso è colui che desidera imparare. Se c’è una forza che ali­menta la radice del dolore, quella è il rifi­uto di appren­dere ancora. Il buon com­pagno è colui che con­tinua a tornare per capire e non si las­cia scor­ag­giare.
Se un lato della natura duale fem­minile si può chia­mare Vita, la sorella gemella della vita è una forza detta Morte. La donna sel­vaggia, l’amante sel­vag­gio, sanno sop­por­tarne la vista. E ne escono com­ple­ta­mente trasformati.

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