frida kahlo
domenica 28 febbraio 2010 alle 05:18 - scritto da: gilda
nella categoria: voci diverse
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FRIDA KAHLO Mes­sico 1907/1954

L’esistenza di Frida cam­bia a 19 anni, quando un inci­dente su un auto­bus le provoca lesioni al bacino e la frat­tura delle ver­te­bre. Un cor­ri­mano le trafigge la schiena, provo­can­dole una forte emor­ra­gia. Durante la sua vita dovrà sot­to­porsi a trentadue oper­azioni, portare busti costrit­tivi, a subire con­tinui sti­ra­menti della colonna vertebrale.

Subito dopo l’incidente, è costretta a mesi di immo­bil­ità nel suo letto. Così inizia a dipin­gere: il suo primo soggetto è il suo piede che riesce ad intravedere dalle lenzuola. La madre le regala un nuovo letto a bal­dacchino, sopra il quale viene instal­lato uno spec­chio. All’inizio il “regalo” la scon­volge total­mente, in quanto a causa della posizione supina che deve man­tenere è costretta a ved­ersi dritta in fac­cia. Da qui il tema dell’autoritratto che l’accompagnerà tutta la vita: “Per­chè mi dipingo? Per­chè sono il soggetto che conosco meglio”.

In seguito porta i suoi dip­inti a Diego Rivera, grande mural­ista, per avere una sua crit­ica. Rivera rimane col­pito dallo stile della gio­vane artista e la aiuta ad inserirsi nella scena cul­tur­ale mes­si­cana. I due si sposano nel 1929: la loro sarà una sto­ria tem­pestosa, piena di pas­sione e di tradimenti.

Frida diviene un’attivista del par­tito comu­nista mes­si­cano, cui si iscrive nel 1928. Suc­ces­si­va­mente si allon­tan­erà dal par­tito, dopo l’espulsione di Rivera

Il rap­porto osses­sivo con il suo corpo mar­to­ri­ato carat­ter­izza uno degli aspetti fon­da­men­tali della sua arte: crea visioni del corpo fem­minile non più dis­torto da uno sguardo maschile. Allo stesso tempo coglie l’occasione di difend­ere il suo popolo attra­verso gli autori­tratti, facen­dovi con­fluire quel fol­clore mes­si­cano e quell’autobiografismo utopico che li rende orig­i­nali rispetto alla canon­ica pit­tura di storia.