Lucy Parsons
martedì 02 marzo 2010 alle 06:14 - scritto da: gilda
nella categoria: voci diverse
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Lucía Eldine González. USA (1853–1942)

Anar­chica, fem­min­ista e moglie dell’anarchico Albert Par­sons, col cog­nome del quale sarà conosci­uta come Lucy Par­sons. Vive fin da subito le dis­crim­i­nazioni di classe, di razza e di genere. Nata in Texas, era una met­ic­cia figlia di una mes­si­cana e di un indio Creek , ma van­tava anche dis­cen­denze nero africane.

Dopo il mat­ri­mo­nio è costretta a fug­gire con il mar­ito dalla vio­lenza razz­ista di chi non sop­por­tava l’esistenza di una cop­pia mista. Intorno al 1873 i due si trasferiscono a Chicago, lui trova lavoro al Chicago Tri­bune in qual­ità di “com­pos­i­tore” . Entrambi sono sin­da­cal­mente attivi in un’epoca in cui questo sig­nifi­cava essere bol­lati come sovver­sivi. Infatti, pro­prio per questa sua attiv­ità, Albert sarà licen­zi­ato. È lei allora a man­tenere la famiglia (ha due figli) con il suo lavoro di sarta.

Fino all’inizio degli anni 80, la cop­pia lavora senza sosta all’organizzazione di man­i­fes­tazioni, comizi e con­ferenze sin­da­cali, oltre che alla stesura di arti­coli con­tro la classe sfrut­ta­trice. Lucy è attivis­sima all’interno della Unione delle Donne Lavoratrici.

Il 3 mag­gio 1885 davanti alle fab­briche Mc Cormik si svolge un pre­sidio di lavo­ra­tori per impedire azioni di cru­mi­rag­gio, durante il quale molti oratori-anarchici arringano la folla; al ter­mine dell’iniziativa, alcuni agenti delle “forze dell’ordine” car­i­cano i man­i­fes­tanti, iniziando a sparare all’impazzata. Il risul­tato è di quat­tro morti e centi­naia di feriti.

Il giorno seguente, ven­tim­ila lavo­ra­tori e lavo­ra­trici si ritrovano nuo­va­mente in Hay­mar­ket square, il luogo della strage. La polizia car­ica vio­len­te­mente i man­i­fes­tanti. Nella con­fu­sione una bomba scop­pia in mezzo ad un plo­tone di poliziotti. In seguito saranno arrestati degli anar­chici, tra cui Albert Par­sons. Il processo a loro carico ter­mina, tra men­zogne e prove arte­fatte, con la sen­tenza che con­danna sette di loro, com­preso il mar­ito di Lucy, all’impiccagione. Sen­tenza ese­guita l’11 novem­bre 1887.

Lucy con­tinua la sua lotta, scrive arti­coli per i gior­nali anar­chici, due libri e parte­cipa alla fon­dazione degli Indus­trial Work­ers of the World nel 1905.

Per 62 anni, tanto è durata la sua attiv­ità polit­ica, è stata sem­pre tenuta atten­ta­mente sotto con­trollo dalla polizia di Chicago, che la con­sid­er­ava una minac­cia per il cosid­detto ordine costituito.





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