IDA PFEIFFER –Austria 1797/1858
Da piccola Ida divora libri di viaggio, gioca scatenata con i suoi fratelli e rifiuta di indossare abiti femminili. Finchè non viene costretta ad un matrimonio di convenienza con un uomo molto più anziano di lei.
Quando i figli diventano adulti decide di riprendersi la sua libertà e, grazie all’eredità della madre, può realizzare il suo desiderio: viaggiare in paesi lontani. Studia i percorsi, legge i resoconti, studia come conservare le piante, impara le lingue straniere.
Tra il 1842 e il 1858, anno della sua morte, Ida intraprende cinque viaggi della durata di alcuni anni. È una donna estremamente coraggiosa e tenace, che non teme strapazzi di sorta. Viaggiando, condivide spesso la vita degli indigeni e usa i loro mezzi di trasporto. I suoi viaggi la portano dappertutto, dall’Islanda all’Estremo oriente al continente americano compiendo più volte il giro del mondo. Si reca, prima donna bianca, nella giungla di Sumatra. Morirà a Vienna, poco tempo dopo essere rientrata dal suo ultimo viaggio in Madagascar.
Ida ha raccontato le esperienze dei suoi lunghi viaggi in 13 volumi di diari, tradotti in sette lingue.
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