Lettera aperta a Concita De Gregorio
giovedì 31 marzo 2011 alle 01:31 - scritto da: dnnl
nella categoria: comunanze, i nostri sì e i nostri no

sot­to­scriv­i­amo da Fem­min­ismo a Sud:

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Gen­tile diret­tora De Gregorio,

Il gior­nale che lei dirige non ci piace molto e a dirla tutta non abbi­amo molto in comune nep­pure con lei.

Abbi­amo sem­pre saputo che il Pd, con la legge Turco/Napolitano che isti­tu­iva i Cpt, con i suoi vari rap­p­re­sen­tanti schierati con­tro gli immi­grati quando veni­vano soll­e­vati prob­lemi di “sicurezza”, non ha mai fatto la differenza.

Lo sap­pi­amo per­ché tanti sono stati i casi in cui sin­daci scer­iffi tar­gati Pd e varie per­son­al­ità vicine a quel par­tito hanno sta­bil­ito e appli­cato nei vari ter­ri­tori ordi­nanze che non erano diverse da quelle decise da col­leghi leghisti.

Per il Pd, come per il cen­tro destra, gli immi­grati sono un prob­lema di “ordine pub­blico”. Sono immon­dizia da spaz­zare via dalle città. Sono per­sone da rinchi­ud­ere come un tempo si faceva con i matti.

Il Pd ha diversi stru­menti di comu­ni­cazione, uno di questi è L’Unità, e attra­verso questi non ha mai fatto nulla di più se non cav­al­care l’onda delle proteste di cit­ta­dini “brava gente” che cede­vano alla paura, veni­vano isti­gati all’odio e appari­vano dis­ori­en­tati per il fatto che il loro vicino di casa non era più un “ital­iano” – ed è già assurdo legit­ti­mare la “purezza” di una pre­sunta “ital­ian­ità” – ma un merid­ionale in cerca di lavoro, un arabo, un nordafricano, una per­sona prove­niente dall’europa dell’est.

Gli ital­iani sono un po’ vit­time di una igno­ranza e di un razz­ismo che ha cre­ato nelle loro teste una ger­ar­chia di “stranieri” da accettare.

Amer­i­cani, inglesi, francesi, tedeschi, filo europei e filoamer­i­cani vanno e ven­gono come vogliono a pre­scindere dal fatto che siano belle o brutte per­sone, che abbiano più o meno bisogno di lavorare.

Ma i Cpt, quello stru­mento di “con­teni­mento” dell’immigrazione che la Bossi-Fini ha fatto diventare Cie, non sono fatti per quest’ultima cat­e­go­ria di stranieri. Den­tro i Cie ven­gono rinchiuse per­sone di par­ti­co­lari etnie.

Tanto per dirle che la deci­sione a monte, quella che sta­bilisce quali sono gli esseri umani di cui qual­cuno può lib­er­arsi e quelli che no, è una deci­sione sbagli­ata, che non ha senso, per­ché la lib­era cir­co­lazione degli esseri umani dovrebbe essere garan­tita a tutti e per­ché un paese che ha paura di cam­biare men­tre tutto il mondo cam­bia è un paese vec­chio che non potrà che essere gov­er­nato da quella stessa gente con­tro la quale lei dice di lottare.

Le dici­amo questo per­ché lei si è sen­tita in obbligo di scri­vere un edi­to­ri­ale a propos­ito di quello che sta succe­dendo a Lampe­dusa, e ci saremmo aspet­tate una dichiarazione che altri suoi col­leghi e mem­bri del Pd hanno fatto in queste occa­sioni: l’accusa alla destra di non essere stata suf­fi­cien­te­mente di destra, di non aver saputo garan­tire la sicurezza, di non essere stata in grado di man­tenere le “promesse” così come un even­tuale gov­erno del cen­tro sin­is­tra invece sarebbe stato in grado di fare.

Le abbi­amo sen­tite, sa? Dichiarazioni di quelli e quelle, donne e uomini del Pd, che, cifre alla mano, sostenevano di essere stati tanto più bravi a con­tenere i flussi migra­tori quando al gov­erno c’erano loro. Ed è a par­tire da affer­mazioni come quelle che noi, e non solo noi, decidi­amo se e per chi o cosa votare e ci sfugge davvero il motivo per cui dovremmo preferire questo cen­tro sin­is­tra che tenta di super­are a destra lo stesso centro-destra.

Dice­vamo, lei non ha scritto queste cose ma ha detto di più.

Ha scritto:

Esiste una legge sui resp­ing­i­menti. Esistono norme che sta­bilis­cono un tipo di accoglienza per chi è rifu­giato e per chi non lo è. Chi fugge da una guerra ha diritto di essere accolto. Chi viene per­ché pensa che qui tro­verà un lavoro più red­di­tizio o sem­plice­mente un lavoro non ha lo stesso diritto nella stessa misura. È una dis­tinzione a tutela di chi ha davvero bisogno. Non è una buona legge, certo, ma c’è e deve essere appli­cata. Molte delle per­sone che arrivano non hanno i req­ui­siti per restare. Molte altre sì. Met­terle tutte in un unico calderone, non resp­in­gere chi si dovrebbe resp­in­gere per esasper­are gli animi delle popo­lazioni locali, per ali­mentare la paura, per dimostrare che l’onda bib­lica è ingovern­abile è un mis­er­abile tranello medi­atico. Si può gov­ernare, si deve. Si può dis­tinguere, osser­vare, riconoscere, capire.”

A noi sfugge quale sia la dif­ferenza tra le sue affer­mazioni e il più sin­tetico “Fora di ball” di Bossi e ci deve essere sfug­gito anche il momento in cui è stato eletto, mag­ari con elezioni mag­gior­i­tarie, liste bloc­cate in mano ai soliti feu­datari della polit­ica e con lo sbar­ra­mento del 4% per las­ciare fuori dal dibat­tito politico le forze di oppo­sizione, un Dio dei respingimenti.

Ma forse lei ci può spie­gare per­ché sem­bra sapere e con­di­videre queste decisioni.

A noi sfugge, ancora, per­ché lei sia così legal­i­taria quando si tratta di questo tema e invece per altre ques­tioni abbia chiaro in mente che le leggi pos­sono essere “cam­bi­ate” per­ché sono gli uomini e le donne elette in questa Repub­blica a farle.

Ci stupisce davvero che lei si senta in diritto di immag­inare chi possa avere i “req­ui­siti” e chi no per­ché allora vogliamo sapere cosa ne pensa lei di chi quei req­ui­siti li ha sta­bil­iti per legge.

Vogliamo davvero capire. Ci dica:

- un gio­vane di nazion­al­ità inglese può venire a cer­care un lavoro?

- E un nordafricano?

- Che tipo di req­ui­siti dovrà avere la per­sona alla quale noi per­me­t­ti­amo accesso nel nos­tro mer­av­iglioso e illu­mi­nato paese?

Glielo rac­con­ti­amo da sicil­iane. I nos­tri nonni sono stati in Amer­ica. Emi­grarono agli inizi del ‘900. Al loro arrivo furono tenuti in un lager in una pic­cola isola, in quar­an­tena, rip­uliti, esam­i­nati così come si fa con le bestie da all­e­va­mento. Hanno subito esami su esami. Sono stati anal­iz­zati al micro­sco­pio e hanno subito test di vario tipo. Veniva val­u­tato il loro grado di istruzione, il liv­ello cul­tur­ale, il quoziente intel­let­tivo. Le prove che veni­vano fatte in quegli esami erano ridi­cole e la pre­sun­zione di supe­ri­or­ità degli amer­i­cani era il primo atto di razz­ismo che avreb­bero subito.

Per­ciò le chiedi­amo ancora, di nuovo, cosa vuole dire con “È una dis­tinzione a tutela di chi ha davvero bisogno.”

Se una per­sona che abban­dona il suo paese, comunque in guerra per­ché se un paese è povero e non ti per­me­tte di nutrirti tu sei comunque vit­tima di una guerra per la soprav­vivenza, se quella per­sona che las­cia un paese che sta sotto le bombe o che è in mis­e­ria, investe tutto il suo pic­colo cap­i­tale per attra­ver­sare il deserto o per attra­ver­sare il mare in una car­retta che potrebbe affon­dare da un momento all’altro, con la minac­cia di sper­on­a­menti, resp­ing­i­menti, la fame, la sete, le intem­perie, per­ciò la morte. Se una per­sona decide che è meglio rischiare di morire che restare a “non vivere”, quella per­sona, sec­ondo il suo parere, ha davvero bisogno o no? A tal propos­ito ci chiedi­amo se lei abbia mai visto gal­leg­giare sul mar mediter­ra­neo uno dei corpi morti dei “non aventi i req­ui­siti”. A noi è suc­cesso ed è una espe­rienza che non le auguriamo.

Su quali basi, dunque, lei sta­bilisce il grado di bisogno delle persone?

Se lei si trova davanti una folla di gente che non ha man­giato e che ha bisogno di essere nutrita, come fa lei ha scegliere quelli che hanno diritto ad un pasto?

Decide di con­ser­vare aree di priv­i­le­gio e di dis­tribuire il min­imo sin­da­cale agli altri?

Decide di razionare e nutrirli tutti o fa una selezione sulla base di qualche carat­ter­is­tica particolare?

E in quel caso quali sareb­bero le carat­ter­is­tiche che riv­e­lano un “reale bisogno”?

L’etnia? Il paese di prove­nienza? La reli­gione? Il col­ore della pelle? Il sesso? L’età?

Sicu­ra­mente lei saprà che questo genere di selezioni sono sem­pre state tipiche di gov­erni razz­isti. L’ultimo del quale è il gov­erno fascista che selezion­ava le per­sone in base ad alcuni “requisiti”.

Quell’insieme di per­sone senza bollini di qual­ità, senza tim­bri buro­cratici stam­pati sulla fronte, quella cosa astratta che lei definisce un “unico calderone” si chiama più sem­plice­mente “uman­ità” e l’atteggiamento “uman­i­tario” pre­sup­pone che non vi siano dis­crim­i­nazioni di nes­sun genere e che non ci sia nes­sun esame del sangue a sta­bilire chi è in pos­sesso di req­ui­siti e chi no, per­ché le nazioni non sono con­corsi a quiz, non sono aziende pri­vate gestite sulla base della selezione del “per­son­ale”, per­ché ogni nazione demo­c­ra­t­ica dovrebbe regalare a tutti eguali oppor­tu­nità, per­ché l’Italia non è un luogo “puro”, “can­dido” e “per­fetto” che non puoi sporcare con la pre­senza di gente che viene da fuori.

Quello di cui lei parla pre­sup­pone un cin­ismo senza eguali. La capac­ità di met­tersi alle porte di uno Stato e di dire “questo si” e “questo no”, come si trat­tasse di capi di all­e­va­mento, man­drie di esseri umani scelti per essere sfrut­tati da aziende che li spre­mer­anno in mille modi, flussi di donne che saranno scelte per fare le badanti o le lavo­ra­trici del sesso.

Una volta si chia­mava “tratta” degli esseri umani. I req­ui­siti delle per­sone che pote­vano essere ven­dute ai ric­chi veni­vano decisi nei mer­cati degli umani dove queste per­sone veni­vano esposte alla com­praven­dita per conto di padroni.

Quindi, tor­ni­amo a chiederle, chi decide quali sono i req­ui­siti delle per­sone che pos­sono avere il diritto di lib­era cir­co­lazione nel mondo?

Noi, per esem­pio, merid­ion­ali, anzi sicil­iane, anzi africane, abbi­amo i req­ui­siti per godere della civiltà di questo paese così “mod­erno” che è l’Italia?

Cor­diali saluti

Ps: la rap­p­re­sen­tata esasper­azione delle “popo­lazioni locali” come quella di Lampe­dusa, è un arti­fi­cio non solo medi­atico. E’ pro­prio quella legge di cui lei parla che sta­bilisce che l’isola lon­tana dalla terra dei santi e degli eroi, l’Italia, dovrebbe essere l’Alkatraz di fron­tiera. Se non ci fosse nes­suna isola/lager, nes­suno luogo di con­teni­mento, i migranti per l’appunto migr­ereb­bero e rimar­reb­bero sul nos­tro suolo non oltre il tempo nec­es­sario a per­cor­rerlo e abbandonarlo.