23 ottobre, val di Susa: diamogli un taglio
martedì 18 ottobre 2011 alle 09:34 - scritto da: gilda
nella categoria: MediaAzioni

dai no tav della val di Susa:

Il 23 otto­bre 2011 la Val di Susa sarà nuo­va­mente pro­tag­o­nista: taglierà le reti che la vedono ostag­gio della lobby del TAV dicendo no ai tagli allo stato sociale, alla san­ità, alla cultura.

Da quat­tro mesi una parte della valle è mil­i­ta­riz­zata, una vasta area è off-limits per i cit­ta­dini, recin­tata e pro­tetta da reti posate ille­gal­mente e difese da centi­naia di poliziotti che pro­teggono un “cantiere che non ‘c’è”.Da quat­tro mesi chi denun­cia questa situ­azione e protesta davanti alle recinzioni è bersaglio di migli­aia di can­de­lotti lac­rimo­geni al CS (un gas tossico vietato dalle con­ven­zioni inter­nazion­ali) e non si con­tano le intim­i­dazioni a sin­goli cit­ta­dini e all’intero movi­mento notav.

Oggi appare sem­pre più evi­dente la fol­lia di un prog­etto TAV Torino-Lione non solo per la sua inutil­ità dal punto di vista trasportis­tico, ma anche e soprat­tutto per l’enorme spreco di risorse sot­tratte alla col­let­tiv­ità: a nes­suno può sfug­gire la volontà crim­i­nale di una classe polit­ica inca­pace e cor­rotta, al servizio di quel sis­tema di “finanzieri senza volto” rap­p­re­sen­tato dalle grandi banche e dai fondi di ges­tione, che non mostra alcun pudore a voler imporre l’opera men­tre taglia pesan­te­mente i servizi ai cittadini.

Il TAV è la punta dell’iceberg di questa fol­lia imposta da gov­erni che non rispon­dono più ai pro­pri elet­tori (in Val di Susa viene negata ogni min­ima forma di dis­senso politico) ma a quel mondo opaco che spec­ula sulla crisi eco­nom­ica. E’ lo stesso mondo pronto a prestare i cap­i­tali nec­es­sari alla real­iz­zazione del TAV costrin­gendo tutti i cit­ta­dini ital­iani a nuovi sac­ri­fici per rim­bor­sare quei prestiti e a subire nuovi tagli ad uno stato sociale ormai al collasso.

Le reti ille­gali che in Val di Susa delim­i­tano un cantiere che non c’è difendono in realtà questo sistema.

In Val di Susa sono sospesi i diritti, la democrazia è ferita, le reti delim­i­tano un’area di ille­gal­ità men­tre una Procura della Repub­blica stra­bica si scatena alla ricerca di improb­a­bili sovver­sivi e crim­i­nali al di fuori delle reti: nei loro con­fronti usa le denunce e il carcere per inti­morire un’intera valle e nel frat­tempo le ditte che manovrano ruspe e triv­elle (alcune delle quali in evi­dente odor di mafia) si sentono pro­tette e il par­tito degli affari si sente autor­iz­zato a sper­are che prima o poi par­tano i cantieri.

Il 23 otto­bre La Val di Susa dimostr­erà loro che aprire i cantieri è una sper­anza vana: migli­aia di cit­ta­dini marcer­anno per tagliare le reti, per aprire varchi nel recinto, per riaprire spi­ragli di democrazia.

In migli­aia dimostr­eremo a testa alta che con la forza ed il sopruso non è pos­si­bile aprire alcun cantiere, né oggi né mai.

Lo faremo a mani nude, por­tando solo gli stru­menti per abbat­tere le reti; lo faremo a volto scop­erto per­ché non abbi­amo nulla da nascon­dere, ognuno mostr­erà la sua fac­cia pulita che chiede soltanto rispetto. Daremo un taglio alle reti e non porter­emo alcuna offesa a chi dovrebbe difend­ere la legal­ità ed è mandato invece a coprire l’illegalità di recinti abu­sivi che offendono la nos­tra dignità.

In migli­aia taglier­emo le reti invi­tando chi sta dall’altra parte a desistere da vio­lenze e rap­pre­saglie, dal lan­cio di lac­rimo­geni e quant’altro: se l’invito non verrà accolto ci difend­er­emo dai gas, e chi dovesse dare l’ordine di aggredire cit­ta­dini paci­fici che chiedono gius­tizia se ne assumerà la respon­s­abil­ità di fronte al paese che ci guarda.

Migli­aia di cit­ta­dini mostr­eranno che sono loro dalla parte della legal­ità e non hanno paura di difend­ere il loro futuro, che la loro è una lotta per la difesa dei beni comuni.

Il 23 otto­bre sarà una gior­nata di resistenza attiva che coin­vol­gerà un’intera valle.

A tutti col­oro che con­di­vi­dono le nos­tre ragioni e ci sosten­gono, chiedi­amo di dare vis­i­bil­ità alla nos­tra azione, a tutti chiedi­amo di com­pren­dere il val­ore del nos­tro gesto, di rispettare il nos­tro modo di protestare civilmente.

Aprire varchi nelle reti, mostrare che non ci rasseg­ni­amo alla can­cel­lazione di spazi di parte­ci­pazione demo­c­ra­t­ica è il nos­tro obi­et­tivo. Il risul­tato di questa gior­nata non si mis­ur­erà in metri di recinzione abbat­tuti ma sarà nella deter­mi­nazione, vis­i­bile e forte, di una popo­lazione che non si rassegna al silen­zio; sarà la dimostrazione che questo folle prog­etto TAV non potrà che rimanere sulla carta; il suo val­ore sarà nell’azione di massa cor­ag­giosa, paci­fica ma deter­mi­nata a dare un taglio alle reti e agli inganni di una polit­ica che chiede voti pen­sando solo alle tan­genti gen­erosa­mente offerte dall’alta veloc­ità. L’Europa ne prenda atto, gov­erno, par­titi e lobby si rasseg­nino e non abbiano paura di perdere la fac­cia: noi la nos­tra fac­cia ce la met­ti­amo sem­pre e con­tin­uer­emo a farlo.

La lotta della Val di Susa non appar­tiene solo a noi, in questi anni ne abbi­amo avuto con­tinue con­ferme: è diven­tata anch’essa un bene comune da difendere.

Il movi­mento NO TAV




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