Appello per Adama: una storia, molte violenze
venerdì 25 novembre 2011 alle 04:16 - scritto da: gilda
nella categoria: comunanze, i nostri sì e i nostri no, miscela

Adama è libera!

Stasera dal Cie di via Mat­tei è uscita una migrante che per tre mesi è stata imp­ri­gion­ata senza alcuna colpa, come d’altra parte del tutto immo­ti­vata con­tinua a essere la deten­zione di tutti gli altri migranti in tutti gli altri Cie d’Italia e d’Europa. Stasera però noi pos­si­amo dire: Adama è lib­era! Abbi­amo potuto riab­brac­ciare e accom­pa­gnare in un luogo sicuro una donna col­pita prima dalla vio­lenza di un uomo e poi da quella delle isti­tuzioni. Adama è lib­era! Il suo cor­ag­gio e la protesta col­let­tiva di migli­aia di donne e di uomini, e ancora la presa di posizione di decine di asso­ci­azioni, hanno reso pos­si­bile ciò che fino a pochi giorni fa sem­brava impos­si­bile. Adama è lib­era! La brezza fresca e impetu­osa della nos­tra riv­olta ha aperto per una volta la porta di quel luogo inutile e bru­tale che è il Cie. Ci sarà tempo nei prossimi giorni per altre con­sid­er­azioni. Ora, ciò che importa, è che Adama è lib­era e può pren­dere in mano la sua lib­ertà. Migranda www.migranda.org

leggi anche: Per Adama, oltre Adama da noinon­si­amo­com­plici

Pub­blichi­amo questo appello in occa­sione della gior­nata mon­di­ale con­tro la vio­lenza sulle donne. Per ade­sioni scriv­ete amigranda2011@gmail.com

Adama è una donna e una migrante. Men­tre scriv­i­amo, Adama è rinchiusa nel CIE di Bologna. È rinchiusa in via Mat­tei dal 26 agosto, quando ha chiam­ato i cara­binieri di Forlì dopo essere stata deru­bata, pic­chi­ata, stuprata e ferita alla gola con un coltello dal suo ex-compagno. Le isti­tuzioni hanno risposto alla sua richi­esta di aiuto con la deten­zione ammin­is­tra­tiva ris­er­vata ai migranti che non hanno un rego­lare per­me­sso di sog­giorno. La sua sto­ria non ha avuto alcuna impor­tanza per loro. La sua sto­ria – che rac­conta di una doppia vio­lenza subita come donna e come migrante – ha molta impor­tanza per noi.

Sec­ondo la legge Bossi-Fini Adama è arrivata in Italia ille­gal­mente. Per noi è arrivata in Italia cor­ag­giosa­mente, per dare ai pro­pri figli rimasti in Sene­gal una vita più dig­ni­tosa. Ha trovato lavoro e una casa tramite lo stesso uomo che prima l’ha aiu­tata e pro­tetta, diven­tando il suo com­pagno, e si è poi trasfor­mato in un aguzzino. Un uomo abile a usare la legge Bossi-Fini come ricatto. Per quat­tro anni, quest’uomo ha minac­ciato Adama di denun­cia­rla e farla espellere dal paese se lei non avesse accettato ogni suo arbi­trio. Per quat­tro anni l’ha deru­bata di parte del suo salario, usando la clan­des­tinità di Adama come arma in suo potere.

Quando Adama ha dovuto riv­ol­gersi alle forze dell’ordine, l’unica risposta è stata la deten­zione nel buco nero di un cen­tro di iden­ti­fi­cazione e di espul­sione nel quale potrebbe restare ancora per mesi. L’avvocato di Adama ha pre­sen­tato il 16 set­tem­bre una richi­esta di entrare nel CIE accom­pa­g­nato da medici e da un inter­prete, affinché le sue con­dizioni di salute fos­sero accer­tate e la sua denun­cia per la vio­lenza subita fosse rac­colta. La Prefet­tura di Bologna ha autor­iz­zato l’ingresso dei medici e dell’interprete il 25 otto­bre. È trascorso più di un mese prima che Adama potesse final­mente denun­ciare il suo aggres­sore, e non sap­pi­amo quanto tempo occor­rerà per­ché possa riot­tenere la libertà.

Sap­pi­amo però che ogni giorno è un giorno di troppo. Sap­pi­amo che la vio­lenza che Adama ha subito, come donna e come migrante, riguarda tutte le donne e non è per­ciò pos­si­bile las­ciar trascor­rere un momento di più. Il CIE è solo l’espressione più feroce e vio­lenta di una legge, la Bossi-Fini, che impone il silen­zio e che trasforma donne cor­ag­giose in vit­time impotenti.

Noi donne non pos­si­amo tacere men­tre Adama sta por­tando avanti questa battaglia. Per questo fac­ciamo appello a tutti i col­let­tivi, le asso­ci­azioni, le isti­tuzioni, affinché chiedano la sua imme­di­ata lib­er­azione dal CIE e la con­ces­sione di un per­me­sso di sog­giorno che le con­senta di ripren­dere in mano la pro­pria vita.

Migranda

Asso­ci­azione Trama di Terre

Per ade­sioni: migranda2011@gmail.com

Per infor­mazioni e aggior­na­menti: http://www.migranda.org