Carla Capponi, un’antifascista
giovedì 22 dicembre 2011 alle 06:45 - scritto da: gilda
nella categoria: voci diverse
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CARLA CAPPONI, 1918–2000                                            

Carla Cap­poni nacque a Roma da famiglia pic­colo borgh­ese e antifascista. Stu­dentessa di giurispru­denza, dopo l’8 set­tem­bre non ha un attimo di esi­tazione e inizia a lavo­rare atti­va­mente per la Resistenza. Durante la difesa di Roma si prodiga ad aiutare i com­bat­tenti, rius­cendo a sal­vare un car­rista a Porta San Paolo. Poi, il lavoro con le orga­niz­zazioni fem­minili della Resistenza e l’ufficio infor­mazioni del Par­tito comunista.

Presto decide di entrare in clan­des­tinità. Insieme a Marisa Musu, Lucia Otto­brini e Maria Teresa Regard, è una delle quat­tro ragazze dei Gap romani, i Gruppi di azione patri­ot­tica. Il suo ruolo non è sub­al­terno, diviene vice­co­man­dante di una for­mazione, parte­cipa in prima per­sona, armi in pugno, a numerose azioni con­tro fascisti e tedeschi.

Ha parte­ci­pato anche all’attacco di Via Rasella del 23 marzo 1944 con­tro un con­tin­gente mil­itare tedesco, azione che cos­ti­tuì il pretesto per la ter­ri­bile strage delle Fosse Ardea­tine. Indi­vid­u­ata dalla polizia nazista, abban­donò Roma diven­tando vice­co­man­dante di una unità par­ti­giana oper­ante tra Val­monte, Zagarolo e Palestrina.

Dopo la Lib­er­azione è stata par­la­mentare del PCI .

Pochi mesi prima della sua morte ha pub­bli­cato un bel libro di mem­o­rie: Con cuore di donna. Ci rac­conta di aver voluto con­seg­narci la sua sto­ria per non las­ciare la memo­ria “all’arbitrio del nemico di allora”

Così Carla rac­conta dell’attentato di Via Rasella nel suo libro:

“Sfila­vano bal­dan­zosi, ed erano gli stessi mil­iti che ave­vano sparato con­tro le donne in som­mossa per l’assassinio di Teresa, che si erano mac­chiati del delitto di un’altra donna sui gra­dini della chiesa a Piazza dei Quir­iti. Erano gli allievi degli assas­sini di Don Min­zoni, di Gob­etti, dei fratelli Rosselli e di migli­aia di con­ta­dini, di sin­da­cal­isti e operai e di donne. Lì, su quella via, loro, che erano più di un centi­naio e armati, furono attac­cati da quat­tro ragazzi e una ragazza, che li affrontarono e li fecero fuggire.….…

.….…Avevo bisogno di ritrovare tutte le ragioni che mi por­ta­vano a com­piere quell’attacco. Ripen­sai ai bom­bar­da­menti di san Lorenzo, a quella guerra ingiusta e ter­ri­bile, alle voci dei bam­bini del bre­fotrofio imp­ri­gionati dal crollo, allo strazio delle dis­truzioni che si vede­vano ovunque e di cui ave­vamo notizia ogni giorno, ai nos­tri com­pagni fucilati, tor­tu­rati in Via Tasso, a tutti i depor­tati, agli ebrei nei lager, a tutti i paesi oltralpe scon­volti dalla dev­as­tazione. A quanti tra i miei amici erano già morti: sul fronte russo, in Gre­cia, in Iugoslavia…malgrado questi pen­sieri il mio animo era dis­tante e nel pen­sare a quei sol­dati non rius­civo a provare odio. I miei sen­ti­menti erano come ragge­lati, sospesi, come se non potessi trovare tutta intera la ragione della mia scelta…ma a poco a poco mi con­vinci che non prepar­avo un agguato a innocenti…recuperai la visione esatta della realtà che stavo vivendo: per tutti col­oro che ave­vano sof­ferto ed erano morti ingius­ta­mente perse­gui­tati, per loro dovevo bat­termi. Con­sid­er­avo che in quello scon­tro, mal­grado la potenza micidi­ale della bomba, ci mis­uravamo in modo impari: loro, cen­tocinquan­ta­sei uomini super­ar­mati„ con­tro undici ragazzi con una pis­tola in tasca e quat­tro bombe a mano arti­gianali, delle cui esplo­sioni igno­ra­vano l’esito. Non solo, ma noi oper­avamo al di fuori di ogni legge, di ogni diritto, anche quello della pietà. Eravamo “Ban­diten” e non patrioti…eravamo gio­vani che nes­suna legge difend­eva e che chi­unque avrebbe potuto ammaz­zare o con­seg­nare al nemico per riscuotere la taglia.”


ps) Ho voluto ricor­dare questa donna oggi per­chè per me l’antifascismo resta un punto fermo, un con­fine inval­i­ca­bile, una pregiudiziale. Anche se di questi tempi per questo ti danno di “bandita”