è morta Francesca Rolla
lunedì 29 marzo 2010 alle 11:52 - scritto da: gilda
nella categoria: memorie e progetti

Si è spenta ieri all’età di 95 anni Francesca Rolla,staffetta par­ti­giana della Brigata Garibaldi “Gino Men­coni” di Car­rara, l’ultima super­stite delle donne della Riv­olta di Piazza delle Erbe del 7 luglio del 1944, quando le donne ‘car­rarine’  dis­sero  NO all’ordine di evac­uazione della città da parte dei tedeschi.

Della città di Car­rara è nota la tradizione laica e anti­cler­i­cale che coin­vol­geva uomini e donne che “non con­trae­vano rego­lare mat­ri­mo­nio, ma convivevano…Non bat­tez­za­vano né cres­i­ma­vano i figli, ave­vano orrore per le isti­tuzioni, laiche e reli­giose. Gli uomini erano spesso esuli e incar­cerati, per­chè perse­gui­tati da ogni gov­erno, e quindi le loro com­pagne si trova­vano a crescere da sole i figli­oli”. Le donne della provin­cia di Car­rara sono per lo più le madri, le mogli, le sorelle, le fidan­zate dei cava­tori, da sem­pre rel­e­gate nel lavoro domes­tico e famil­iare. Ma già nel primo dopoguerra le cicliche crisi della pro­duzione e del com­mer­cio del marmo e l’aumento del costo della vita ave­vano incrinato l’isolamento fem­minile nelle case.

Furono le donne, con i loro viaggi a piedi a Parma,  a garan­tire la soprav­vivenza a una popo­lazione di 120.000 per­sone e a per­me­t­tere ai par­ti­giani di resistere nel tremendo inverno del ’44. In queste zone i Gruppi di Difesa della Donna arrivarono a con­tare 3330 ader­enti. E le donne apuane pagarono un prezzo altissimo per la loro sol­i­da­ri­età ai par­ti­giani, la risposta furono grosso ras­trel­la­menti e le ter­ri­bili stragi della popo­lazione civile.

Il 7 luglio del 1944 il coman­dante della piazza, tenente Tobbens, fece affig­gere un bando di sfol­la­mento in cui si ingiungeva alla popo­lazione di Car­rara di rac­cogliersi per il giorno 9 al Parco delle Rimem­branze per essere avvi­ata a nuova des­ti­nazione. In un momento in cui si inten­si­fi­ca­vano le azioni di guer­riglia e di sab­o­tag­gio si vol­eva spez­zare l’unità tra par­ti­giani e popolazione.

Di fronte a questa oppo­sizione la risposta delle donne di Car­rara è un NO dichiarato pub­bli­ca­mente e col­let­ti­va­mente nelle strade. Un no che ottiene il ritiro del bando e che impedisce lo sfol­la­mento della città.

“Quando il comando tedesco ordinò di abban­donare le nos­tre case, per trasferirci nel paese di Sala Baganza, decidemmo di opporci paci­fi­ca­mente, ma con tanta deci­sione radunan­doci in piazza delle Erbe. But­tammo all’aria i banchi di ver­dura e facemmo chi­ud­ere i negozi. Quando ci trovammo davanti i mil­i­tari tedeschi, noi che eravamo in prima fila, capimmo che se aves­simo mostrato la nos­tra paura tutto sarebbe stato inutile e le donne che erano dietro sareb­bero fug­gite. Allora ci siamo fatte cor­ag­gio ed a mani nude ci siamo avven­tate come belve per impau­rire i sol­dati. Le donne acconsen­tirono ad abban­donare il pre­sidio solo dopo che lo stesso Comando revocò la dis­po­sizione. Fu così che le donne car­raresi vin­sero la loro battaglia.”