Tratto dal libro ” DONNE CHE CORRONO CON I LUPI ” di C. P. Estès. Sintesi e disegni : Gilda
puoi scaricare qui la versione per la stampa dei disegni del libro
Una notte quattro rabbini furono visitati da un angelo che li risvegliò e li condusse alla Settima Volta del Settimo Cielo. Là contemplarono la sacra ruota di Ezechiele. leggi
Vassillissa è la storia del passaggio di madre in figlia, da una generazione all’altra, del potere femminile dell’intuito. Tutti gli aspetti della storia appartengono ad un’unica psiche nel suo processo di iniziazione. leggi
Come in questa storia dovrebbe svilupparsi la relazione amorosa: ogni partner dovrebbe trasformare l’altro. La forza e il potere di ognuno vengono liberati e spartiti. leggi
Quella dell’esiliato è una figura primordiale. L’anatroccolo è il simbolo della natura selvaggia che, compressa in situazioni povere di nutrimento, istintivamente lotta per liberarsi… leggi
I piedi rappresentano la mobilità e la libertà. Avere scarpe per coprire i piedi significa essere fermi nelle proprie convinzioni, è avere mezzi per agire di conseguenza. leggi
La foca è un simbolo dell’anima selvaggia. E’ affettuosa e un sorta di purezza emana da lei, è anche prontissima a reagire. Così è l’anima. Si libra nelle vicinanze. Nutre lo spirito. Non fugge quando percepisce qualcosa di nuovo o insolito o difficile. leggi
L’inquinamento dell’anima selvaggia: il tema della storia è la distruzione del femminino fertile. Il racconto contribuisce a insegnare a una donna cosa non fare e come ritrarsi da scelte mediocri. leggi
I bei sogni, quando le condizioni di vita sono difficili, non vanno bene. in tempi duri dobbiamo avere sogni duri, sogni reali, quelli che, se ci daremo da fare, si avvereranno. leggi
Quando il nostro intento è chiaro, non affoghiamo in fantasie di evasione, siamo integrate e la nostra vita fiorisce, ci occorre ancora sapere che cosa fare quando ci sfuggirà il fuoco, quando saremo logorate. leggi
C’è un aspetto femminile che è una sorta di fuoco sotterraneo che a volte divampa, talaltra lentamente brucia, ciclicamente. Uno stato di intensa consapevolezza sensoriale che include la sessualità, ma non si limita ad essa. leggi
Il contenuto di questa storia ci mostra che la pazienza soccorre la collera, ma il messaggio indiretto riguarda quanto una donna deve fare per riportare l’ordine nella psiche e rinfrancare l’io in collera. leggi
La giusta collera: porgere l’altra guancia è cosa da soppesare con molta cura. Arrivano momenti in cui è d’obbligo liberare una rabbia che scuota i cieli. leggi
La forza vitale della bella donna solitaria continua a crescere e a vivere e ad emanare conoscenza conscia anche se tacitata e sepolta. leggi
Questa storia copre un viaggio di molti anni, il viaggio dell’intera esistenza di una donna. Parla dell’iniziazione nel bosco sotterraneo mediante il rito della resistenza. leggi
Il Canto Hondo
Cominciammo la ricerca del selvaggio perché nel pieno di un qualche sforzo selvaggio sentimmo che era vicina una presenza selvaggia e forte e confortevole. Una selvaggia libertà dentro di noi era in movimento. La seguimmo, imparando sempre meglio a saltare, a correre, a seguire come ombre ciò che attraversava il nostro territorio psichico.
Le cose perdute per secoli si possono ritrovare seguendo le ombre che gettano
Le donne non possono sottrarsi. Se cambiamento interiore deve esserci, ogni donna deve farlo. Se deve esserci cambiamento nel mondo, noi donne abbiamo il nostro modo per aiutare a raggiungerlo.
Usate il vostro amore e i vostri buoni istinti per sapere quando ringhiare, assalire, colpire violentemente, quando uccidere, ritirarsi, latrare fino all’alba. Una donna deve scuotere più la testa, traboccare di più, avere più intuito, più vita creativa, più solitudine, più compagnia di donne, più vita naturale, più fuoco, più cucina di parole e di idee. Più circoli di cucito terroristi e più ululati. Molto più canto hondo.
Possiamo tutte affermare di essere socie del clan delle cicatrici, possiamo scrivere segreti sui muri, rifiutare di vergognarci. Non spendiamo troppo in collera. Da essa facciamoci potenziare.
Ovunque voi siate venite allo scoperto. Lasciate orme profonde.
Siate la vecchia sulla sedia a dondolo che culla l’idea finchè non torna di nuovo giovane. Siate la donna paziente e coraggiosa dell’Orso della luna crescente che impara a vedere attraverso l’illusione. Non distraetevi ad accendere fiammiferi e fantasie come la piccola fiammiferaia.
Resistete fino a trovare coloro cui appartenete come il brutto anatroccolo. Purificate il fiume creativo affinchè la Llorona possa trovare quel che le appartiene. Come la fanciulla senza mani lasciatevi condurre dal cuore in salvo nella foresta. Come la Loba raccogliete le ossa di preziosi valori perduti e cantate per riportarli in vita. Perdonate quando potete, dimenticate un poco e create molto.
Quel che fate oggi influenzerà la vostra discendenza femminile in futuro. Le figlie delle vostre figlie delle vostre figlie probabilmente vi ricorderanno e seguiranno le vostre tracce.
REGOLE GENERALI DEI LUPI PER LA VITA
– mangiare
– riposare
– vagabondare
– mostrare lealtà
– amare i piccoli
– cavillare al chiaro di luna
– accordare le orecchie
– occuparsi delle ossa
– far l’amore
– ululare
Il mondo ha bisogno di recuperare e conoscere la sua parte femminile, non perché sia più “buona” o “migliore” (la Grande Dea delle società matriarcali era anche terribile e vorace), ma perché è diversa e negata. Invece pensiamo che solo accettando la distanza dall’altro senza volerlo ridurre alla propria misura si possa iniziare una strada di libertà e instaurare vere relazioni. Un pensiero unilaterale, che si ritiene perfetto, sempre certo di se stesso (come è quello del patriarcato e del capitalismo) non può produrre che barbarie tirannia, nazismo. Non vogliamo essere galline pronte perché gli sia tirato il collo negate dietro a un burqa o mute sorridenti poppute straziate dalla chirurgia plastica…
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[…] il bel libro di Clarissa Pinkòla Estes “Donne che corrono coi lupi” [trovate una sintesi per fiabe e capitoli sul bel sito delle Donn(ol)e] che parla del recupero del nostro lato selvaggio, di quel sapere che […]
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