Donne che corrono con i lupi
martedì 22 dicembre 2009 alle 06:06 - scritto da: dnnl
nella categoria: miscela

Tratto dal libro ” DONNE CHE CORRONO CON I LUPI ” di C. P. Estès. Sin­tesi e dis­egni : Gilda
puoi scari­care qui la ver­sione per la stampa dei dis­egni del libro

La loba
C’è una vec­chia che vive in un luogo nascosto che tutti conoscono ma pochi hanno visto, pare in attesa di che si è per­duto, di vagabondi e cer­ca­tori.   leggi  
I quat­tro rab­bini
Una notte quat­tro rab­bini furono vis­i­tati da un angelo che li risveg­liò e li con­dusse alla Set­tima Volta del Set­timo Cielo. Là con­tem­plarono la sacra ruota di Ezechiele.   leggi  
Barbablù
Barbablù rap­p­re­senta un com­p­lesso di pro­fonda reclu­sione che si acquatta ai mar­gini della vita di ogni donna e osserva, in attesa di un’occasione per con­trastarla.   leggi  
Vas­silissa
Vas­sil­lissa è la sto­ria del pas­sag­gio di madre in figlia, da una gen­er­azione all’altra, del potere fem­minile dell’intuito. Tutti gli aspetti della sto­ria apparten­gono ad un’unica psiche nel suo processo di iniziazione.   leggi  
Man­awee
Se una donna favorisce o nasconde troppo un lato, vive una vita mal equi­li­brata, che non le con­sente l’accesso al suo pieno potere. Occorre svilup­pare entrambi i lati.   leggi  
La donna scheletro
Come in questa sto­ria dovrebbe svilup­parsi la relazione amorosa: ogni part­ner dovrebbe trasfor­mare l’altro. La forza e il potere di ognuno ven­gono liberati e spar­titi.   leggi  
Il brutto ana­troc­colo
Quella dell’esiliato è una figura pri­mor­diale. L’anatroccolo è il sim­bolo della natura sel­vaggia che, com­pressa in situ­azioni povere di nutri­mento, istin­ti­va­mente lotta per lib­er­arsi…   leggi  
Scar­pette rosse
I piedi rap­p­re­sen­tano la mobil­ità e la lib­ertà. Avere scarpe per coprire i piedi sig­nifica essere fermi nelle pro­prie con­vinzioni, è avere mezzi per agire di con­seguenza.   leggi  
Pelle di foca
La foca è un sim­bolo dell’anima sel­vaggia. E’ affet­tu­osa e un sorta di purezza emana da lei, è anche pron­tis­sima a rea­gire. Così è l’anima. Si libra nelle vic­i­nanze. Nutre lo spir­ito. Non fugge quando per­cepisce qual­cosa di nuovo o insolito o dif­fi­cile.   leggi  
La llorona
L’inquinamento dell’anima sel­vaggia: il tema della sto­ria è la dis­truzione del fem­minino fer­tile. Il rac­conto con­tribuisce a inseg­nare a una donna cosa non fare e come ritrarsi da scelte mediocri.   leggi  
La pic­cola fiammiferaia
I bei sogni, quando le con­dizioni di vita sono dif­fi­cili, non vanno bene. in tempi duri dob­bi­amo avere sogni duri, sogni reali, quelli che, se ci daremo da fare, si avver­eranno.   leggi  
I tre capelli d’oro
Quando il nos­tro intento è chiaro, non affoghi­amo in fan­tasie di eva­sione, siamo inte­grate e la nos­tra vita fior­isce, ci occorre ancora sapere che cosa fare quando ci sfug­girà il fuoco, quando saremo logo­rate.   leggi  
Baubo la dea pan­ci­uta
C’è un aspetto fem­minile che è una sorta di fuoco sot­ter­ra­neo che a volte divampa, talal­tra lenta­mente bru­cia, cicli­ca­mente. Uno stato di intensa con­sapev­olezza sen­so­ri­ale che include la ses­su­al­ità, ma non si limita ad essa.   leggi  
L’orso della luna cres­cente
Il con­tenuto di questa sto­ria ci mostra che la pazienza soc­corre la collera, ma il mes­sag­gio indi­retto riguarda quanto una donna deve fare per riportare l’ordine nella psiche e rin­fran­care l’io in collera.   leggi  
Gli alberi sec­chi
La giusta collera: porg­ere l’altra guan­cia è cosa da soppe­sare con molta cura. Arrivano momenti in cui è d’obbligo lib­er­are una rab­bia che scuota i cieli.   leggi  
La donna dai capelli d’oro
La forza vitale della bella donna soli­taria con­tinua a crescere e a vivere e ad emanare conoscenza con­scia anche se tac­i­tata e sepolta.   leggi  
La fan­ci­ulla senza mani
Questa sto­ria copre un viag­gio di molti anni, il viag­gio dell’intera esistenza di una donna. Parla dell’iniziazione nel bosco sot­ter­ra­neo medi­ante il rito della resistenza.   leggi  


Commento di dnnl inserito il 23/12/2009 alle 12:00 pm

Il Canto Hondo
Com­in­ci­ammo la ricerca del sel­vag­gio per­ché nel pieno di un qualche sforzo sel­vag­gio sen­timmo che era vic­ina una pre­senza sel­vaggia e forte e con­fortev­ole. Una sel­vaggia lib­ertà den­tro di noi era in movi­mento. La seguimmo, impara­ndo sem­pre meglio a saltare, a cor­rere, a seguire come ombre ciò che attra­ver­sava il nos­tro ter­ri­to­rio psichico.
Le cose per­dute per sec­oli si pos­sono ritrovare seguendo le ombre che get­tano
Le donne non pos­sono sot­trarsi. Se cam­bi­a­mento inte­ri­ore deve esserci, ogni donna deve farlo. Se deve esserci cam­bi­a­mento nel mondo, noi donne abbi­amo il nos­tro modo per aiutare a rag­giungerlo.
Usate il vostro amore e i vostri buoni istinti per sapere quando ringhiare, assalire, colpire vio­len­te­mente, quando uccidere, riti­rarsi, latrare fino all’alba. Una donna deve scuotere più la testa, tra­boc­care di più, avere più intu­ito, più vita cre­ativa, più soli­tu­dine, più com­pag­nia di donne, più vita nat­u­rale, più fuoco, più cucina di parole e di idee. Più cir­coli di cucito ter­ror­isti e più ulu­lati. Molto più canto hondo.
Pos­si­amo tutte affer­mare di essere socie del clan delle cica­trici, pos­si­amo scri­vere seg­reti sui muri, rifi­utare di ver­gog­narci. Non spendi­amo troppo in collera. Da essa fac­ciamoci poten­ziare.
Ovunque voi siate ven­ite allo scop­erto. Las­ci­ate orme pro­fonde.
Siate la vec­chia sulla sedia a don­dolo che culla l’idea finchè non torna di nuovo gio­vane. Siate la donna paziente e cor­ag­giosa dell’Orso della luna cres­cente che impara a vedere attra­verso l’illusione. Non dis­traetevi ad accen­dere fiammiferi e fan­tasie come la pic­cola fiammiferaia.
Resistete fino a trovare col­oro cui appartenete come il brutto ana­troc­colo. Purifi­cate il fiume cre­ativo affinchè la Llorona possa trovare quel che le appar­tiene. Come la fan­ci­ulla senza mani las­ci­at­evi con­durre dal cuore in salvo nella foresta. Come la Loba rac­cogli­ete le ossa di preziosi val­ori per­duti e can­tate per ripor­tarli in vita. Per­do­nate quando potete, dimen­ti­cate un poco e cre­ate molto.
Quel che fate oggi influen­z­erà la vos­tra dis­cen­denza fem­minile in futuro. Le figlie delle vostre figlie delle vostre figlie prob­a­bil­mente vi ricorder­anno e seguiranno le vostre tracce.

REGOLE GENERALI DEI LUPI PER LA VITA
– man­giare
– riposare
– vagabon­dare
– mostrare lealtà
– amare i pic­coli
– cav­il­lare al chiaro di luna
– accor­dare le orec­chie
– occu­parsi delle ossa
– far l’amore
– ululare


Commento di dnnl inserito il 23/12/2009 alle 1:05 pm

Il mondo ha bisogno di recu­per­are e conoscere la sua parte fem­minile, non per­ché sia più “buona” o “migliore” (la Grande Dea delle soci­età matri­ar­cali era anche ter­ri­bile e vorace), ma per­ché è diversa e negata. Invece pen­si­amo che solo accettando la dis­tanza dall’altro senza vol­erlo ridurre alla pro­pria misura si possa iniziare una strada di lib­ertà e instau­rare vere relazioni. Un pen­siero uni­lat­erale, che si ritiene per­fetto, sem­pre certo di se stesso (come è quello del patri­ar­cato e del cap­i­tal­ismo) non può pro­durre che bar­barie tiran­nia, nazismo. Non vogliamo essere galline pronte per­ché gli sia tirato il collo negate dietro a un burqa o mute sor­ri­denti pop­pute strazi­ate dalla chirur­gia plastica…


Pingback di Donnole in relazione inserito il 31/10/2010 alle 7:31 pm

[…] Donne che cor­rono con i lupi […]


Pingback di La lupa e il punto G – Femminismo a Sud inserito il 05/12/2010 alle 11:27 am

[…] il bel libro di Clarissa Pinkòla Estes “Donne che cor­rono coi lupi” [trovate una sin­tesi per fiabe e capi­toli sul bel sito delle Donn(ol)e] che parla del recu­pero del nos­tro lato sel­vag­gio, di quel sapere che […]




Invia un commento

(richiesto)

(richiesto)