Ciudad Juarez: assassinata Marisela Escobedo Ortiz
domenica 19 dicembre 2010 alle 01:26 - scritto da: gilda
nella categoria: miscela

Quello che accade a Ciu­dad Juarez, Chi­huahua, Mex­ico, è ormai noto

Gio­vani donne, ragazze povere che lavo­rano sfrut­tate nelle maquilas, bam­bine, da anni spariscono e ven­gono ritrovate cadav­eri, sep­pel­lite nel deserto. Gli assas­sini impuniti. Tutto con la com­plic­ità e la cop­er­tura delle istituzioni.

Rubí Marisol Frayre Escobedo aveva 14 anni quando si innamorò di Ser­gio Bar­raza Bocane­gra. , un uomo che poi la costrinse ad una vita di paura e di vio­lenza, allon­tanan­dola dalle sue ami­cizie e dalla sua famiglia. Il 28 agosto del 2008 l’uomo la assas­s­inò, la bru­ciò e la gettò in una dis­car­ica. Rubi aveva 16 anni.

Nonos­tante l’assassino abbia con­fes­sato ( e suc­ces­si­va­mente ritrat­tato), indi­cando il luogo esatto in cui buttò il corpo della sua vit­tima e chiedendo per­dono, i giu­dici lo hanno assolto.

La madre di Rubi, Marisela Escobedo Ortiz, da allora non ha smesso di man­i­festare e lottare chiedendo gius­tizia per la figlia e per tutte le altre vit­time di fem­mini­cidio (ogni giorno del 2010 una ragazza è stata assas­si­nata nello stato di Chihuahua).

E men­tre stava prote­s­tando davanti al palazzo del gov­erno Marisela è stata a sua volta uccisa: una vera ese­cuzione, un colpo di pis­tola alla nuca. Uccisa per­chè chiedeva giustizia.

La sera del 7 dicem­bre, in una inter­vista aveva dichiarato: “Se vogliono farmi fuori che lo fac­ciano qui davanti. Sarà una ver­gogna per il governo”.

Le orga­niz­zazioni di donne che da anni lot­tano con­tro i fem­mini­cidi, con­tro uno stato che con­tinua a coprire gli assas­sini par­lano di “inca­pac­ità e dis­prezzo del gov­erno fed­erale e del gov­erno statale” di fronte alle ucci­sioni di donne e di “crim­ine di stato”, denun­ciano “il dis­in­ter­esse da parte di chi dovrebbe trovare una soluzione alla vio­lenza, chi­unque può com­met­tere questo tipo di crim­ine nella piena impunità”, promet­tono che nonos­tante l’assassinio di Marisela sia un chiaro avver­ti­mento  riv­olto anche a loro, non si fer­mer­anno: “la morte della nos­tra com­pagna ci addo­lora pro­fon­da­mente, ma nello stesso tempo ci spinge a lavo­rare con più forza per ottenere i nos­tri obi­et­tivi, che erano i suoi”.

Man­i­fes­tazioni sono state orga­niz­zate a Città del Mes­sico e nello stato di Chihuahua.

TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETAALLE SORELLE MESSICANE.

Senza dimen­ti­care che la vio­lenza con­tro le donne non è un fatto di razza o di nazione, non è un prob­lema degli “altri”.

Senza dimen­ti­care i  fem­mini­cidi nel nos­tro paese.