La loba
martedì 22 dicembre 2009 alle 06:19 - scritto da: dnnl
nella categoria: Donne che corrono con i lupi
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LA LOBA (fron­tiera del Texas)loba1

C’è una vec­chia che vive in un luogo nascosto che tutti conoscono ma pochi hanno visto, pare in attesa di che si è per­duto, di vagabondi e cercatori.

E’ cir­cospetta, spesso pelosa, sem­pre grassa, e desidera evitare la com­pag­nia. Emette suoni più ani­maleschi che umani. Dicono che viva tra putride scarpate di gran­ito nel ter­ri­to­rio indi­ano di Tarahu­mara. Dicono che sia sepolta alla per­ife­ria di Phoenix, vicino ad un pozzo. Dicono che è stata vista in viag­gio verso il monte Alban su un carro bru­ci­ato, con il finestrino pos­te­ri­ore aperto. Sta accanto alla strada poco dis­tante da El Paso, dicono. Cav­alca impug­nando un fucile da cac­cia insieme ai colti­va­tori di More­lia. L’hanno vista avviarsi al mer­cato di Oax­aca con strane fascine sulle spalle. Ha molti nomi: la Huersera, la donna delle ossa; la Trapera, la rac­coglitrice; la Loba, la Lupa.L’unica occu­pazione della Loba è la rac­colta delle ossa. Rac­coglie e con­serva in par­ti­co­lare quelle che cor­rono il peri­colo di andare per­dute per il mondo.La sua cav­erna è piena delle ossa delle più varie crea­ture del deserto: il cervo, il cro­talo, il corvo.

Ma si dice che la sua spe­cial­ità siano i lupi. Striscia e setac­cia le mon­tagne e i letti prosci­u­gati dei fiumi, alla ricerca di ossa di lupo, e quando ha riu­nito un intero scheletro, quando l’ultimo osso è al suo posto e la bella scul­tura bianca della crea­tura sta di fronte a lei, allora siede accanto al fuoco e pensa a quale can­zone cantare. E quando è sicura si leva sulla crea­tura, soll­eva su di lei le brac­cia e com­in­cia a cantare. Allora le cos­tole e le ossa delle gambe com­in­ciano a coprirsi di carne e le crea­ture si rico­prono di pelo. La Loba canta ancora, e quasi tutte le crea­ture tor­nano alla vita. Con la coda isp­ida e forte che si rizza. E ancora la Loba canta e il lupo com­in­cia a res­pi­rare. E ancora la Loba canta così pro­fon­da­mente che il fondo del deserto si scuote, e men­tre lei canta il lupo apre gli occhi, balza in piedi e corre lon­tano giù per il canyon.

In un momento della corsa, o per la veloc­ità, o per­ché finisce in un fiume, o per­ché un rag­gio di sole o di luna lo colpisce alla schiena,  il lupo è di un tratto trasfor­mato in una donna che ride e corre lib­era verso l’orizzonte.

Così si dice che se vagate nel deserto, ed è quasi l’ora del tra­monto, e vi siete un po’ per­duti, e siete stanchi, allora siete for­tu­nati, per­ché forse la loba può pren­dervi in sim­pa­tia e mostrarvi qual­cosa — qual­cosa dell’anima.

la loba

Tutti noi com­in­ci­amo come un muc­chi­etto di ossa abban­do­nate nel deserto. Sta a noi recu­per­are le parti. La Loba canta (usa la voce dell’anima) sulle ossa per scen­dere nell’amore grande e nel sen­ti­mento. Non pos­si­amo sco­prire questo grande sen­ti­mento di amore da un amante, per­ché si tratta di un lavoro solitario.

La Loba con­serva la tradizione fem­minile. La Loba, la vec­chia, colei che sa. E’ l’antica e vitale donna sel­vaggia, che è una forza indomita che porta un dono di idee, immag­ini e par­ti­co­lar­ità all’umanità.

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