Louise Michel
lunedì 28 dicembre 2009 alle 01:18 - scritto da: lilli
nella categoria: voci diverse
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titolo orig­i­nale immag­ine: Louise Michel and Lucy Par­sons
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1830/1905
Nasce da una relazione tra una domes­tica e un castel­lano a Vron­court, in Fran­cia.
Quando il padre e la moglie di lui muoiono Louise ha 20 anni e viene allon­tanata da casa.
Stu­dia da isti­tutrice, ma si rifi­uta di dichiarare fedeltà all’impero e crea una scuola lib­era, dove insegna 3 anni. Si trasferisce poi a Parigi, dove col­lab­ora con gior­nali di oppo­sizione e svolge una disc­reta attiv­ità letteraria.

Entra in con­tatto con diversi gruppi che si bat­tono per i diritti delle donne, tra questi la Lega delle Donne, un gruppo che riven­dica la stessa edu­cazione e le stesso salario per uomini e donne .

Insegna in una scuola fon­data da lei in una Parigi affamata, cre­ando una mensa per i suoi allievi.
Fa parte della Comune di Parigi e sulle bar­ri­cate di Clig­nan­court, nel gen­naio del 1871, parte­cipa ad una battaglia di strada, durante la quale spar­erà per la prima volta nella sua vita. Si con­segna al nemico per far lib­er­are la madre arrestata al suo posto. Assiste così alle ese­cuzioni e vede morire tutti i suoi amici. Trascorre venti mesi in carcere e durante il processo pro­nun­cia queste parole:
“Non voglio difen­d­ermi e non voglio essere difesa, appartengo com­ple­ta­mente alla riv­o­luzione sociale e mi dichiaro respon­s­abile delle mie azioni[…..]Bisogna esclu­d­ermi dalla soci­età, siete stati incar­i­cati di farlo, bene! L’accusa ha ragione. Sem­bra che ogni cuore che batte per la lib­ertà abbia solo il diritto ad un pezzo di piombo, ebbene pre­tendo la mia parte!”

Viene con­dan­nata alla depor­tazione e imbar­cata sulla Vir­ginia per essere con­dotta in Nuova Cale­do­nia, dove arriva dopo quat­tro mesi di tra­ver­sata. A bordo fece la conoscenza di Henri , Rochefort, polemista e di Nathalie lemel, anche lei grande ani­ma­trice della Comune. E’ senza dub­bio con la conoscenza di quest’ultima che Louise diviene anarchica.

Resta per dieci anni in Nuova Cale­do­nia, rifi­u­tando i ben­efici di un altro regime. Cerca di conoscere gli autoc­toni kanaks e con­trari­a­mente a certi Comu­nardi che si asso­ciano per reprimerli, lei prende le loro difese durante la loro riv­olta nel 1878. Fa ami­cizia con i Canachi, conosce Daoumi, che vuole “appren­dere quello che sanno i bianchi” lei risponde di voler appren­dere quello che sanno i Canachi. Ottiene, l’anno seguente, di instal­larsi a Nouméa e di ripren­dere il suo mestiere di inseg­nante, dap­prima per i figli maschi dei depor­tati, poi nelle scuole delle bambine.

L’11 luglio 1880 arriva l’amnistia. Louise ritorna in Fran­cia il 9 novem­bre e alla stazione di Saint Lazàre accolta da migli­aia di per­sone. Qui con­tinua la sua attiv­ità polit­ica fino alla morte, avvenuta a Mar­siglia per una con­ges­tione polmonare.

Vogliamo che le donne impar­ino quali siano i loro diritti e quali i loro com­piti, vogliamo che l’uomo non con­sid­eri la sua com­pagna come schi­ava ma come uguale a lui.”
“Non ho voluto essere razione di carne per l’uomo né dare schi­avi ai Cesari”
“Ovunque l’uomo sof­fre nella soci­età maledetta, ma nes­sun dolore è parag­o­nabile a quello della donna.”

Immag­ine aspi­rata a Flickr con Dnnl Aspi­ra­Me­dia
le immag­ini sono pro­pri­eta’ dei rel­a­tivi autori.