Mary Harris Jones (mama jones)
lunedì 28 dicembre 2009 alle 01:35 - scritto da: lilli
nella categoria: immagini foto e altro materiale
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titolo orig­i­nale immag­ine: Mary Har­ris Jones aka Mother Jones 1920
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Mother Jones, sopran­nome dell’irlandese Mary Har­ris Jones, ebbe una vita lunghissima, con­sacrata, a par­tire dalla mezza età fino ai novant’anni, alle lotte del pro­le­tari­ato e al sostegno dell’ideologia social­ista.
Nel 1867, quando le morirono sia il mar­ito che i quat­tro figli per un’epidemia di feb­bre gialla si trasferì a Chicago, aprendo con una socia una sar­to­ria. Lavo­rando per la ricca clien­tela di Chicago, poté notare «il lusso e la strav­a­ganza della loro vita. Spesso cucendo nelle case dei sig­nori e baroni che vive­vano nella mag­nif­i­cenza della Lake Shore Drive, potevo vedere dai vetri delle loro finestre i poveri, dis­oc­cu­pati e affamati, cam­minare rab­briv­i­dendo dal freddo sul lun­go­lago con­ge­lato. Il con­trasto della loro con­dizione con le comod­ità godute della gente per la quale cucivo, mi era molto doloroso».
Negli Stati Uniti era l’epoca, imme­di­ata­mente suc­ces­siva alla fine della Guerra civile, della for­mazione dei grandi com­p­lessi indus­tri­ali a carat­tere monop­o­lis­tico di fronte ai quali s’inchinava anche il potere politico: «Di pari passo con la crescita delle fab­briche e l’espansione delle fer­rovie, con l’accumulazione del cap­i­tale e la crescita delle banche, venne la leg­is­lazione con­tro i lavo­ra­tori. Ven­nero gli scioperi. Venne la vio­lenza. Venne la con­vinzione nei cuori e nelle menti dei lavo­ra­tori che le leggi sono fatte a favore degli indus­tri­ali»
Dal 1880 in poi la Jones si dedicò com­ple­ta­mente alla lotta sin­da­cale. La grande immi­grazione dall’Europa aveva cre­ato nelle mag­giori città amer­i­cane affol­late barac­copoli dove, in man­canza di una leg­is­lazione sociale, i datori di lavoro offrivano bassi salari in cam­bio di un lungo impiego dalla forza lavoro degli emi­grati, che erano costretti ad accettare per soprav­vi­vere: in questo modo anche i lavo­ra­tori amer­i­cani vede­vano diminuire le loro ret­ribuzioni. Proteste, scioperi, richi­este della gior­nata lavo­ra­tiva di otto ore erano represse dalla polizia, men­tre il «Chicago Tri­bune», l’organo degli indus­tri­ali, con­sigli­ava ironi­ca­mente di avve­lenare, come fos­sero paras­siti, i dis­oc­cu­pati che si trasci­na­vano nelle per­iferie indus­tri­ali.
Mamma Jones orga­nizzò scioperi e man­i­fes­tazioni di operaie e di figli di lavo­ra­tori in lotta nelle più diverse local­ità degli Stati Uniti: nel 1902 il procu­ra­tore della Vir­ginia la fece arrestare con l’accusa di orga­niz­zazione di pub­bliche riu­nioni di mina­tori in sciopero, qual­i­f­i­can­dola come «la donna più peri­colosa d’America».
Parte­cipò nel 1905 alla fon­dazione dell’Industrial Work­ers of the World e aderì al Par­tito Social­ista d’America. Pro­prio gli IWW, o wob­blies, seg­narono l’identità di questa donna anti­con­formista, che la morale cor­rente avrebbe voluto con­dan­nata all’uncinetto o alla cura dei nipoti. Gli wob­blies furono gli unici, nella loro epoca, a farsi carico di un pro­le­tari­ato pre­cario, mobile, mul­ti­razz­iale, in con­tinuo cam­bi­a­mento. Il loro declino sopravvenne con la prima guerra mon­di­ale. Ostili a una parte­ci­pazione amer­i­cana al con­flitto, e fedeli all’idea che un lavo­ra­tore non debba mai sparare su un altro lavo­ra­tore, diven­nero bersaglio di cam­pagne d’odio sem­pre più vee­menti. I loro diri­genti, addi­tati dalla stampa come alleati del nemico, furono imp­ri­gionati, lin­ciati, con­dan­nati a morte o a lunghe detenzioni.

Mamma Jones vide tutto ciò in cui cre­deva fatto a pezzi, e il riaf­fac­cia­rsi di forme schi­av­is­tiche di lavoro, sotto il pretesto dello “sforzo bel­lico” e della con­seguente indis­pens­abile “unità nazionale”.
Sfidò tutti gli stereotipi del suo tempo, dal ruolo della donna a quello, par­al­lelo ma ancora più costrit­tivo, della donna anziana. Un giu­dice la chi­amò “nonna” per irrid­erla e com­patirla. Lei accolse l’appellativo con orgoglio: era “nonna”, sì, ma niente affatto pacificata.

Con­tinuò a lottare e ad essere perse­guita per tutta la vita dalla mag­i­s­tratura amer­i­cana per «sedizione».

Immag­ine aspi­rata a Flickr con Dnnl Aspi­ra­Me­dia
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