razzismo
giovedì 31 dicembre 2009 alle 10:59 - scritto da: gilda
nella categoria: MediaAzioni, miscela
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di Eva Rizzin (da wom­e­news)

Giovedì 17 dicem­bre alle 8.30 all’Osservatorio rice­vi­amo una chia­mata da parte di una donna: “Un’ora fa sono venuti i vig­ili a casa mia, hanno detto che devo dare le mie gen­er­al­ità per­ché stanno facendo un cen­si­mento per i rom e per i sinti. Cosa devo fare? Per­ché ci stanno facendo questo? Siamo tutti cit­ta­dini ital­iani, se vogliono fare un cen­si­mento pos­sono andare in Comune e chiedere lì tutte le informazioni”.

La sig­nora vive nel Veneto da sem­pre, in un ter­reno pri­vato di sua pro­pri­età, in una casa mobile, con suo mar­ito e i suoi tre bam­bini, sono sinti, cit­ta­dini ital­iani. Nel ter­reno pri­vato ci sono altri cinque nuclei famigliari, anche loro sinti, anche loro cit­ta­dini, anche loro pro­pri­etari della loro terra.

La sig­nora ci dice di non aver val­uto fornire le sue gen­er­al­ità per­ché i vig­ili sono entrati nella sua pro­pri­età pri­vata senza autor­iz­zazione e che vuole sen­tire il suo legale. Men­tre erano lì, la figlia più grande si stava preparando. I vig­ili stupiti hanno chiesto alla madre se la bam­bina andasse a scuola; lei mer­av­igli­ata della domanda ha risposto ovvi­a­mente di sì e, rac­con­tan­do­celo, aggiunge: “Per chi ci hanno presi?”.

I vig­ili a quel punto se ne sono andati dicendo che sareb­bero tor­nati con un’ordinanza e che a quel punto lei si sarebbe dovuta recare in comando per fornire i pro­pri dati.

Era molto scossa: “Oggi mi sono sen­tita vio­lata, umil­i­ata, sono indig­nata nel pro­fondo, mi sono sen­tita in un lager, ho detto loro che mi sta­vano met­tendo un mar­chio, ho chiesto se a loro avrebbe fatto piacere cam­minare con una let­tera scar­latta. Vol­e­vano i dati dei miei bam­bini. Non riesco a capire il per­ché, visto che siamo cit­ta­dini italiani”.

Non è nem­meno pas­sata un’ora e i vig­ili si sono ripresen­tati per chiedere nuo­va­mente doc­u­menti e infor­mazioni sue, di suo mar­ito e dei sui figli, senza pre­sentare alcun provved­i­mento; lei inizial­mente si è opposta poi, temendo di peg­gio­rare la situ­azione, ha ceduto. Non si sono lim­i­tati a chiedere le gen­er­al­ità, hanno preso il numero di targa delle autovet­ture parcheg­giate e di fronte alla sua richi­esta di moti­vazioni i vig­ili hanno risposto che sta­vano con­ducendo l’operazione per con­trastare even­tu­ali casi di tratta dei minori. A quel punto la sig­nora ha alzato il brac­cio, sug­gerendo di fare un esame del DNA, aggiun­gendo che in questo modo sareb­bero stati certi della sua mater­nità. Loro l’hanno ras­si­cu­rata sot­to­lin­e­ando che poteva stare tran­quilla e ser­ena per­ché non ave­vano l’intenzione di fotografarli.”

Ed ecco una lista che dimostra come i sin­daci scer­iffo, a volte, sono più potenti dello Stato. Le sot­tostanti ordi­nanze comu­nali, anche se def­i­nite dis­crim­i­na­to­rie e anti­cos­ti­tuzion­ali, ven­gono rego­lar­mente applicate.

http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2399092&yy=2009&mm=12&dd=12&title=il_razzismo_delle_amministrazi